APPELLO chiedere il tempo lungo di 40 ore con due insegnanti e le compresenze

A tutte le forze democratiche: partiti, sindacati, associazioni
Ai cittadini e alle cittadine
Siamo gli insegnanti ed i genitori delle bambine e dei bambini delle scuole elementari che hanno animato in questi mesi la protesta nei confronti dei cambiamenti del sistema scolastico imposti dal governo.
La scuola sta vivendo un passaggio di estrema gravità, un salto all’indietro che taglia migliaia di posti di lavoro, peggiora la qualità e la quantità della didattica, mette in discussione il tempo pieno, l’interdisciplinarietà, i laboratori ecc.; un ritorno al passato, quindi, che vuole cancellare anche quel poco di progressivo che nella scuola pubblica si era faticosamente conquistato negli ultimi trent’anni.
Tutto è avvenuto con un Decreto Legge imposto al Parlamento con un voto di fiducia. E non è tutto!
Sempre in Parlamento, con il disegno di legge Aprea, questa maggioranza vuole dare il colpo di grazia: trasformare le scuole in fondazioni, renderle dipendenti dai finanziamenti privati, dividere, quindi, le zone ricche dalle zone povere, grandi città da piccoli paesi, centro da periferie. Fare della scuola lo specchio di una società in cui aumentano le disuguaglianze e impera la cultura egoistica della prevaricazione.
Ci siamo incontrati in tanti e tante, abbiamo discusso e lottato, fatto scioperi e manifestazioni assieme a tutti i lavoratori della scuola, ai precari, agli studenti medi e agli universitari dell’onda, con la consapevolezza che il futuro della scuola è il futuro dei nostri figli e della società.
Non ci siamo arresi, non ci arrendiamo, non ci arrenderemo!
Il decreto del governo è stato approvato ma la nostra lotta continua.
Contro la circolare relativa alle iscrizioni nelle scuole elementari la CGIL ha presentato un ricorso al TAR; contro il piano programmatico due associazioni, CIDI e CGD, e la scuola Iqbal Masih di Roma, hanno presentato un ulteriore ricorso al TAR.
Ora c’è un gesto semplice e diretto che chiediamo di fare ad ogni genitore, una presa di posizione che non dà scampo perché esprime una volontà netta ed esplicita.
Entro questo mese di febbraio chiediamo a tutti coloro che iscriveranno la propria figlia o il proprio figlio alla scuola:
dell’infanzia diprimaria, in prima elementare: non scegliere i modelli con insegnante unico a 24 e 27 ore settimanali ma indicare in maniera chiara la preferenza oraria più lunga (a 30 o 40 ore) e scrivere NO sulle restanti tre scelte (anche per lasciarsi la possibilità di fare eventuali ricorsi).
primaria - anni successivi alla prima, per chi ha i figli che già frequentano il modulo o il tempo pieno: chiedere per iscritto il mantenimento del modello orario scelto negli anni precedenti, con gli stessi insegnanti e comprensivo di compresenze, programmazione e tempo mensa.
secondaria di primo grado: chiedere il tempo prolungato di 36/40 ore settimanali o il tempo normale di 32 ore settimanali.
A tutti raccomandiamo di indicare solo ed esclusivamente il modello desiderato, specificandone la scelta con un SI e scrivendo No sulle altre opzioni.
A tutti raccomandiamo di assicurarsi che la richiesta sia protocollata e allegata al modulo di iscrizione e inoltrata al MIUR (Ministero Istruzione).
Preghiamo quindi tutte le forze politiche, sindacali e associazioni di dare la massima diffusione a questo appello facendolo arrivare a tutti i propri iscritti, in tutte le sedi, anche quelle dislocate nei posti più lontani, spiegando che tutto questo serve per difendere i propri diritti e che pretendere di avere una scuola che funzioni al meglio e di qualità è una priorità per il nostro paese.
E’ fondamentale diffonderlo con urgenza perché già ci stanno arrivando da più parti segnalazioni di come vengano forniti dati distorti, di come si obblighi le famiglie a barrare più di una scelta in scuole primarie, di come si stia cercando di imporre una scelta forzata attraverso l’utilizzo capzioso di un ordine di priorità che permetterà alle scuole di offrire i modelli più poveri di orario perché comunque “scelti dalle famiglie”.
Per arginare questa situazione c’è bisogno dell’intervento di tutti: siamo convinti che l’unica forza sia quella di unire esperienze, culture e percorsi anche differenti.
Per questo ci rivolgiamo a tutti voi, nella consapevolezza che la scuola pubblica sia un bene prezioso e che disperderlo renda la società intera e ognuno di noi meno libero.
Coordinamento insegnanti genitori Non Rubateci il Futuro
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Dichiarazione individuale di obbedienza coatta e dissociazione consapevole.in tema di valutazione da chiedere che sia allegata alla documentazione dello scrutinio o da proporre come mozione o come dichiarazione personale accanto alla delibera del collegio sulle modalità di valutazione.
La/il sottoscritta/o…………………......., docente di ......................... presso.................................,
- vista la legge 169/2008 di conversione in legge del decreto n . 137 del 1 sett. 2008, la circolare n. 100 dell’11/12/2008 e lo “Schema di regolamento per il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni” (questa parte potrà essere modificata dopo l’emanazione ufficiale del Regolamento)
- dichiara di attenersi alle norme citate - con particolare riferimento all’uso della scala decimale e alla valutazione del comportamento - esclusivamente per adempimento di legge e obbligo di servizio;
- dichiara di ritenere in scienza e coscienza quelle stesse norme contrarie ai propri principi educativi, oltre che sbagliate e persino nocive per gli allievi, le allieve e la scuola stessa, e declina pertanto ogni responsabilità rispetto alle conseguenze negative o a eventuali ricorsi che dall’applicazione di tali norme dovessero derivare;
- dichiara che intende avvalersi di sistemi di valutazione in itinere degli apprendimenti e delle prestazioni degli allievi congruenti con l’impostazione della propria progettazione disciplinare e che non prevedono l’uso di “voti” ma di documenti descrittivi che consentano agli allievi di essere esplicitamente consapevoli del loro percorso di apprendimento;
- si dichiara disponibile alla sperimentazione e all’uso di procedure di valutazione descrittiva che consentano di evitare l’uso della scala decimale nella valutazione in itinere, periodica e annuale e in particolare per quanto riguarda la certificazione delle competenze, fatto peraltro palesemente incongruente con il concetto stesso di competenza e con le più diffuse procedure di certificazione;
- auspica un’azione congiunta di più docenti e della stessa amministrazione che solleciti e orienti il Parlamento a una revisione di tale normativa.Data Firma
Trattandosi di una dichiarazione a responsabilità individuale il testo può essere ovviamente modificato sulla base delle proprie personali esigenze e convinzioni
Proposta e prima diffusione a cura del CIDI Torino che ringrazia il gruppo di docenti che hanno collettivamente elaborato il testo